Grandi numeri e nomi per la vicenda umana prima
e robotica poi che più di vent'anni fa ha conquistato gli amanti più incalliti del
genere fantascientifico, ma al tempo stesso, solleticato la fantasia sempre più
contemporanea del binomio uomo macchina, in una sola parola Robocop. Ebbene sì,
alla fine tocca anche a lui. Sull'onda dei remake, anzi oserei dire
sull'orda dei remake, un grande successo del passato è ripreso, impastato,
condito e confezionato. Il risultato? Non ci rimane che aspettare l'uscita del
film a febbraio 2014, ma intanto un po' di sano gossip non guasta mai. Prima di
iniziare però vi mostro il trailer che ho trovato girovagando in rete:
Parlavamo di grandi numeri, già, perché Robocop
sembra avere tutti i presupposti per funzionare. Un cast di ottimi attori ma
soprattutto azzeccati nei loro ruoli: diretto da José Padilha il film può godere della partecipazione
di Joel Kinnaman (grande
protagonista della serie tv The Killing) nel ruolo di Alex Murphy, Gary Oldman
nella parte dello scienziato tecnico, Samuel L. Jackson sempre bravo ad
interpretare personaggi cinici e senza scrupoli, Michael Keaton con il quale si
va sempre sul sicuro e la brava Abbie Cornish nei panni della moglie.
“Il nuovo Robocop è
stato reinventato piuttosto che rifatto, perché l'originale era perfetto per il
contesto dell'epoca” questa è stata l'idea di base che il regista ha voluto
chiarire al Comic-Con di San Diego. Si è seguita un’impronta ben
precisa, quella di valutare le implicazioni sociali derivanti dall'ingresso
delle macchine nella società. Vedendo il trailer, sembra, che nella pellicola si
indaghi continuamente sul concetto del rapporto e dell'incontro tra la fredda
logica delle macchine e la psiche umana, a un livello collettivo (la presenza
sempre più massiccia dei robot) e individuale. Proprio per mostrare questo
rapporto tra i due mondi (quello meccanico e umano) dovevano essere sempre
presenti elementi umani e robotici, anche dopo la trasformazione in cyborg.
Avete notato per esempio la mano “umana” nel corpo di
RoboCop.
Il viso sembrerebbe che, dopo la trasformazione, è
visibile integralmente fin da subito.
Il corpo bionico sembra piuttosto una tuta.
Questo non accadeva
nella pellicola originale, dove la storia evolveva in tre fasi nettamente
distinte: la vita da uomo, quella da robot e solo nell'ultima parte del film c’è
la riscoperta della sua vita passata, culminando simbolicamente, nell’eliminazione
del casco.
Ma a parte queste
differenze, quello che a me incuriosisce è la lotta del protagonista contro il
suo nuovo cervello elettronico. Chi vorrebbe come suo miglior amico una
calcolatrice? Come si può reggere un qualcuno per il quale 2 + 2 fa sempre
quattro?
Ci sono due momenti del
trailer molto significativi. In entrambi, lo scienziato responsabile della
costruzione di Robocop, spiega il modo di ragionare del nuovo cervello.
Inizialmente parla di una sorta di falso “libero arbitrio” creato dal sistema -
quando la macchina combatte, il sistema invia segnali al cervello di Alex
facendogli credere di avere il controllo. Nella seconda scena il vero cervello
di Alex scavalca le priorità del sistema – l'elemento umano rimarrà sempre. Compassione,
paura, istinto interferiranno sempre col sistema.
Bene ragazzi, che dire,
le prime impressioni sono ottime. Il reboot, anziché un semplice rifacimento,
era la strada giusta per affascinare ancora una volta i vecchi fans del super
poliziotto. È ovvio, di fronte a un capolavoro del passato è facile guardare
con occhio critico il “nuovo”. Ad esempio quello che mi lascia un po' perplesso
è la scena dell'uccisione-ferimento del protagonista. La violenta sparatoria
(che tanto ci gasava per la successiva vendetta personale del protagonista) è
sostituita dall'esplosione della sua auto. Ma questa, forse, rientra in quei
cambiamenti che il José Padilha mette in campo per realizzare una
storia soprattutto introspettiva abbandonando per alcuni versi il cinismo della
pellicola originale. A prescindere da un riscontro favorevole o sfavorevole del
pubblico, a mio parere, questa nuova versione farà parlare di sé, non finendo
nel dimenticatoio com’è successo per tanti altri remake-fotocopia.
D'altronde con Robocop
non si scherza.. ricordate?.. Vivo o morto tu verrai con me!!!


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